“Io credo che ogni essere umano abbia un destino, ognuno, nessuno escluso. La società ha un peso molto importante nella formazione di un cittadino, di un uomo. Chi è nato in contesti sociali molto “forti” è certamente stato avvantagiato, in quanto v’era un’ansia diversa. Si viveva in un benessere diverso, che ti portava a sfogliare un libro piuttosto che andare in discoteca, che ti portava a lottare attivamente per i tuoi diritti, scendendo in piazza, prendendole da tutte le parti. Ecco, il mio non è un invito alla violenza ma ad una rivoluzione ideologica, non tanto per instaurare o affermare un credo politico, visto che ce ne sono già troppi, ma una rivoluzione del modo di pensare, affinchè diventiamo tutti parte del sistema, e non oggetto di questo. È questa la cosa fondamentale.
E ancora, la cultura. Non dovete perdere di vista la cultura, l’amore per il bello, perché è attraverso la bellezza, la sensibilità che si costruisce il senso civico, un’opinione, quell’elemento psicologico alla base di ogni società,e la plasma. Non bisogna ambire certamente a governi illuminati, ma occorre che il cittadino non perda di vista la storia, i valori che hanno costruito il mondo in cui viviamo. Affinchè il cancro di questo Stato, attraverso le sue istituzioni avvelenate, venga limitato. Non può essere sconfitto perché l’ambizione è la madre di tutti i mali, fin dalla notte dei tempi.
Rivoluzione sia. Ma che sia una lotta che parte da una consapevolezza di voler e di poter cambiare. Il futuro è nelle mani di chi si crea le possibilità per trovarlo.” Pier Paolo Pasolini
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