Chi utilizza quotidianamente la rete, dai più piccoli ai più grandi, cerca attraverso questo strumento di soddisfare l’esigenza di rimanere in contatto con altri individui.
L’avvento dei Social Networks - Facebook può essere considerato l’esempio lampante – sembra accontentare questo grande desiderio degli umani. Potrete condividere con i vostri amici quanto di più personale ed intimo, scambiare informazioni, dire la propria su diversi argomenti! Non vi sentirete più soli! Il sogno è diventato realtà!
Benché il progresso tecnologico abbia messo nella condizione la specie umana di rimanere in contatto, almeno per quanto mi riguarda, la comunicazione vera tra le genti perde significato e valore. Ci si nasconde dietro un monitor per omologarsi ad un gruppo, aggredire per far prevalere la propria opinione, acconsentire al sentire della maggioranza per evitare di rimanere esclusi, non partecipare per paura di poter essere giudicati negativamente.
Mentre la gente continua a rimanere sempre più informe e vuota, pensare di aver raggiunto il risultato prefissato resta il classico miraggio di gente abituata a credere anche nell’asino che vola. Personalmente, anch’io come tanti utilizzo social networks, penso che ci stiamo dirigendo verso una Società fatta esclusivamente di immagini, eccessivamente spregiudicata nella velocità della comunicazione, dove si rischia di perdere il senso della realtà. Il protagonismo dei più non soddisfatto dalla televisione, si sta riversando in rete. Ognuno ha qualcosa da dimostrare agli altri, dall’essere più bello o migliore all’avere più o meno contatti a propria disposizione. Essere visualizzati – badate “ascoltati” sarebbe troppo – è il fondamento per cui si tende ad entrare a far parte dell’arena: più inserisci e più possibilità hai di essere “visualizzato”; più intervieni maggiori saranno le possibilità di essere notato; più demenzialità condividi e maggiori dementi si generano grazie ovviamente alla condivisione garantita dal ”Social”.
http://jean83.ilcannocchiale.it/2010/07/06/il_falso_mito_della_socializza.html
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