sabato 16 luglio 2011

IL TESTAMENTO BIOLOGICO

Non sempre il prolungamento quantitativo è accompagnato da un corrispondente livello della qualità della vita. Può accadere che la malattia sia grave e irreversibile, che la persona non sia più in grado di esprimersi e di relazionarsi col mondo esterno, che le terapie e le apparecchiature biomedicali servano soltanto a rinviare nel tempo il momento della morte, ma non ad alleviare le sofferenze del malato. Si parla allora di accanimento terapeutico, un concetto ancora non definito dagli esperti nei dettagli e tuttavia un concetto chiave, significativo, sempre più rilevante nel dibattito bioetico contemporaneo. L’accanimento terapeutico, ossia il prolungamento artificiale della vita oltre i propri limiti, si configura come un modo di procedere della medicina contemporanea, ritenuto ormai inadeguato sia dai rappresentanti delle organizzazioni dei medici che dal mondo laico e persino da autorevoli esponenti della Chiesa cattolica.


Il Testamento biologico (living will) o Dichiarazioni anticipate di trattamento (DAT), da non confondere con l’eutanasia, è infatti una dichiarazione anticipata di volontà, un documento con valore legale nel quale una persona, ancora in possesso delle proprie facoltà mentali, esprime le sue volontà circa i trattamenti cui dà il consenso di essere sottoposta, qualora si trovasse in determinate condizioni critiche.


Negli Stati Uniti è una pratica diffusa dagli anni Novanta, senza che ciò abbia comportato particolari difficoltà nell’attuazione, sia di ordine etico che pratico. Sempre nei Paesi Anglosassoni, è consentito delegare a una persona di fiducia (fiduciario), cui si è legati da duraturi e documentati vincoli d’affetto, il compito di concordare col medico le procedure da attuarsi nel caso si sia colpiti da una malattia allo stadio terminale e non si sia più in grado di impartire le proprie volontà, perché in stato di incoscienza.

articolo 7 della nuova legge in materia :

"Gli orientamenti espressi dal soggetto nella sua dichiarazione anticipata di trattamento sono presi in considerazione dal medico curante che, sentito il fiduciario, annota nella cartella clinica le motivazioni per le quali ritiene di seguirle o meno". Soppresso invece il collegio dei medici, inizialmente previsto per dirimere eventuali controversie tra medico e fiduciario.

OGGI LA LEGGE HA DETTO NO AL TESTAMENTO BIOLOGICO E HA DATO POTERE DECISIONALE AL MEDICO INVECE CHE ALLA VOLONTA' DELLA PERSONA CHE SOFFRE INUTILMENTE.

Nessun commento:

Posta un commento